Sabato 5 aprile - ore
20:30 -
PISTICCI
Chiesa Madre SS. Pietro e Paolo
Ingresso libero fino ad esaurimento posti*
*Per questo appuntamento non è possibile effettuare prenotazioni
Posti disponibili: 250 circa - Durata: 100’ - Etá consigliata: ragazzi, adulti
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LUCILLA GIAGNONI
VERGINE MADRE

Canti, racconti e commenti
dalla “Divina Commedia” di Dante Alighieri
Un progetto di Lucilla Giagnoni.
Con Lucilla Giagnoni.
Collaborazione ai testi Marta Pastorino.
Musiche originali Paolo Pizzimenti.
Scene e luci Lucio Diana e Massimo Violato.
Si ringrazia Paola Rota per i consigli preziosi.
Segretaria di produzione Elisa Zanino.
Produzione M.A.S. Juvarra.
Sei canti tra i più_ noti della “Divina Commedia”, sei tappe di un pellegrinaggio
nel mezzo del cammin di nostra vita: il Viaggio (Il primo canto dell’Inferno),
la Donna (Francesca, il V), l’Uomo (Ulisse, il XXVI), il Padre (Ugolino, il
XXXIII), la Bambina (Piccarda, il III del Paradiso), la Madre (Vergine madre, il
XXXIII del Paradiso). Dalla lettura dei canti scaturiscono altre storie. è
cantare è raccontare storie a una donna, è Lucilla Giagnoni, che scrive: “Da
piccola sognavo di diventare santa. Ma non santa martire, che il martirio di
fatto non mi convinceva del tutto, semplicemente santa. Non sono diventata
santa: ho fatto l’attrice. Per diventare santi bisogna pregare. Per raccontare
storie e un po’ come pregare. Pregare, come ci insegna Italo Calvino ne “Le cittá invisibili”,
è cercare in mezzo all’inferno cio che non è inferno e farlo
durare, e dargli spazio. In questi ultimi tempi si può dire che sto pregando
tanto. La poesia e l’arte sono una tregua per gli affanni degli uomini. Per
questo ho pensato che questo lavoro fosse destinato soprattutto alle chiese. Perchè _spesso sono le donne a pronunciare, senza mediazioni, il desiderio di
pace. Sherazade si salva raccontando. E perchè sicuramente l’anima ha una voce
femminile”. Nel maggio 2007 “Vergine Madre” è stato trasmesso da Rai Due
Palcoscenico. Per questo spettacolo Lucilla Giagnoni è stata insignita del
Premio “Pietro Garinei” per la Drammaturgia nell’ambito del Premio Persefone
2007 - Il Teatro in Televisione.
Si ringrazia Don Rocco Rosano, parroco della Chiesa Madre SS. Pietro e Paolo di Pisticci, per la disponibilitá e collaborazione.
LUCILLA GIAGNONI
Nata a Firenze nel 1964, dopo aver cominciato alla Bottega di Gassman, prosegue
la sua formazione d’attrice presso il Teatro Settimo (la compagnia teatrale
torinese che dalla metá degli anni Ottanta ha caratterizzato profondamente la
scena teatrale italiana) con cui Lucilla Giagnoni partecipa a quasi tutti gli
spettacoli (tra i quali: “Affinitá”, “Riso Amaro”, “Il tempo tra le guerre”, “La
storia di Romeo e Giulietta”, “Totem”). Assieme a Laura Curino e Mariella
Fabbris è protagonista nello spettacolo “Adriano Olivetti”. Lo stesso nucleo
artistico Curino-Fabbris-Giagnoni ha portato in scena nelle case lo storico
“Stabat Mater” (1989) sulla cui esperienza è stato pubblicato di recente uno
studio approfondito di Gerardo Guccini e Michela Marelli (Edizioni: Le Ariette -
Libri 2004). Lucilla Giagnoni ha proseguito la carriera collaborando con diversi
artisti: in teatro ha lavorato con Luigi Squarzina, Vittorio Gassman, Paola
Borboni, Alessandro Baricco, Sebastiano Vassalli (“Chimera”); al cinema ha
partecipato ai film: “Nostos” di Franco Piavoli, “San Salvario” di Enrico Verra,
“Il dolce rumore della vita” di Giuseppe Bertolucci, “A/R Andata e ritorno” di
Marco Ponti. Negli ultimi anni è impegnata nel progetto ‘Paesaggi’ che ha
portato alla realizzazione di “Terra d’acqua” (una narrazione diretta da Bruno Macaro), “Nudo su paesaggio” e “Atlante” (un lavoro ancora aperto e in divenire
che nasce da laboratori tenuti in tutta Italia). ª autrice e conduttrice di
alcune trasmissioni radiofoniche e televisive della Rai, di RaiSat e della rete
satellitare NetSystem. Insegna narrazione alla scuola di scrittura Holden a
Torino. Il pubblico di Tracce di Teatro d’Autore ha giá avuto modo di conoscerla
nel 2005 nello spettacolo “Othello” dove Lucilla era in scena con Michele di
Mauro.
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