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La
Terravecchia si innalza sulla cima (364 metri di altitudine)
della più elevata fra le due colline (Serra e Cipolla) su
cui complessivamente si estende il centro di Pisticci. Prima
della drammatica frana del 1688 l'abitato di Pisticci era
limitato rispetto alla estensione odierna ed impegnava quasi
esclusivamente il colle di nome Cipolla. L’insediamento
comprendeva i rioni della Chiesa Madre, delle Fossate
(l’attuale rione Osannale), la contrada Casalnuovo (a monte
dell’attuale rione Dirupo), il rione di Santa Maria di
Loreto (oggi rione Loreto) e Santa Maria del
Soccorso (oggi piazza Plebiscito).Una parte
consistente della popolazione dell’epoca si era insediata
nelle zone più elevate in collina, all’interno di un’area di
forma approssimativamente triangolare che aveva come vertice
ideale il castello normanno e come base la retta che
congiunge Chiesa Madre, rione Osannale e palazzo Rogges. Il
pendio esposto a nord, inoltre, comprendeva le contrade — o,
per meglio dire, i rioni— dell'Osannale e Loreto. Questi
nuclei abitati, tuttora esistenti, insieme al rione Dirupo
ed alla chiesa benedettina della Madonna del Casale — eretta
intorno al mille su un versante molto più ad est e quasi
alle pendici del colle meno elevato — costituiscono il
centro storico pisticcese. Sul pendio esposto a sud andava
espandendosi la contrada Casalnuovo, che si articolava a
partire dalla zona sottostante la Chiesa di Santa Maria del
Soccorso (oggi San Rocco) e dalle prime case dell'odierno
rione Tredici, fino alla zona dove ancora oggi c'è il
Dirupo. Nel sottosuolo di questo gruppo di case era ubicata
la sorgente del torrente sotterraneo denominato Salsa, causa
scatenante della spaventosa frana registratasi a Casalnuovo.
La notte di S. Apollonia del 1688 uno smottamento di enorme
portata trascinò infatti a valle gran parte delle decorose
costruzioni del rione. La frana, quasi per miracolo, si
arrestò ai piedi della chiesa Madre e risparmiò l’intero
abitato alle sue spalle. Con il successivo sviluppo
urbanistico gli antichi rioni cambiarono denominazione. La
contrada della Chiesa Madre divenne il rione Terravecchia;
quella delle Fossate oggi è il rione Osannale; la contrada
Casalnuovo, spazzata via dalla frana e ricostruita a valle,
nella voragine creatasi in seguito allo smottamento, si
chiamò rione Dirupo così da perpetuare il ricordo della
circostanza da cui riprendeva vita; Santa Maria del
Soccorso, infine, divenne piazza Plebiscito o, come
preferiscono chiamarla i residenti, piazza San Rocco.
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